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I convegno – commissione: la formazione dello storico

A/I/S/Design / Convegno 2011: Il design e la sua storia

La commissione intende concentrarsi su due questioni fondamentali:

  1. Formazione dello storico del design;
  2. Come è attualmente organizzato l’insegnamento di storia del design e come dovrebbe migliorare?
  1. Formazione dello storico del design
    Di questo tema si occupa in particolare il testo di Maurizio Vitta.
    Riteniamo utile sottolineare come attualmente i docenti di storia del design provengano prevalentemente dalle facoltà di architettura o da quelle umanistiche (inquadrati poi nel settore scientifico-disciplinare ICAR/13) ma soprattutto che a essi non viene richiesta una reale formazione da storico, né in senso generale né specifico. Infatti non esiste nessuna scuola o master o dottorato per la preparazione dello storico del design. Riteniamo necessario riaffermare, come specificato nel testo di Pasca che cita anche Castelnuovo: lo storico del design è uno storico e occorre assuma “l’abito e il comportamento dello storico”.
    Come può essere allora ipotizzato un percorso adeguato per formare lo storico del design?
  2. Formazione degli studenti di design e ruolo della storia
    Non sembra che il grande sviluppo di corsi di design negli ultimi due decenni abbia visto crescere l’attenzione al senso e all’importanza dei corsi di storia del design (anche in termini di ore di insegnamento e di crediti). Sembra piuttosto che si assista a una relativa perdita di peso dei corsi di storia, a volte visti semplicemente come alfabetizzazione preliminare, a volte visti come funzionali a corsi di progettazione su temi specifici, e molto spessi riferiti in gran parte alla storia del design italiano.

    • Il design oramai, com’è noto, ha visto allargarsi i propri ambiti, sia dal punto di vista geografico (i paesi in cui si sviluppa), sia tipologico, sia per le specificazioni che lo accompagnano (social design, design for all, ecodesign, web design e così via). Tutto ciò è, almeno in parte, oggetto di riflessione da parte della critica odierna, ma deve spingere a una rilettura della storia del design e di conseguenza influire sul suo insegnamento? Ciò sembra in parte stia avvenendo all’estero: si vedano i temi dei recenti congressi internazionali di Design History: “Design Activism and Social Change” (2011), “Networks of Design” (2008), “Design and Craft” (2010) ecc.
    • In particolare vanno modificandosi le relazioni tra design di artefatti tridimensionali e design della comunicazione visiva. Ciò modifica o deve modificare la lettura della storia e il suo insegnamento, finora condotto in buona parte nei termini classici di design del prodotto da un lato e visual design (laddove ne è previsto un insegnamento specifico) dall’altro?
    • È utile rivolgersi domanda analoga in rapporto all’enorme sviluppo odierno delle tecniche e delle tecno-scienze: non spinge forse tutto ciò a una riformulazione dell’insegnamento della storia del design che fuoriesca dai riferimenti esclusivi alla cultura dell’architettura o dell’arte, dando peso e significato diverso agli sviluppi storici della tecnica (sintomatica la pratica assenza di testi di storia come quello di Siegfried Giedion dalle riflessioni storiche e dalle bibliografie dei corsi di storia del design)?
    • Infine: come potrebbero svilupparsi i rapporti dell’insegnamento della storia del design con quello di altre storie, della scienza, della tecnica, della cultura materiale ecc., oltre che dell’architettura e dell’arte, all’interno degli attuali corsi di laurea? Essendo impossibile moltiplicare gli insegnamenti di storie diverse, non comporta questo l’attenzione al peso, in termini di ore erogate e crediti, che dovrebbe avere un corso (o due corsi) di Storia del Design nel Corso di studi in relazione agli altri “complementari” (laddove esistano) di Storia dell’Architettura, della Cultura Materiale o di Storia dell’Arte?
Questo articolo è stato pubblicato in Preparazione al primo convegno

Pier Paolo Peruccio

Architetto, PHD, è ricercatore presso il Politecnico di Torino dove insegna “Storia del Design e della Comunicazione Visiva”. Svolge ricerca nell’ambito della cultura d’impresa, della comunicazione visiva e della storia del design. Ha lavorato presso numerosi archivi nazionali e internazionali come il Rockefeller Archive Center a Tarrytown (N.Y) e l’Archivio Storivo Olivetti a Ivrea. Tra le sue pubblicazioni, saggi sulla grafica e il design Olivetti e i volumi “La ricostruzione domestica” (2005) e “Outdoor design dal 1870” (2010, con Franco Mello).

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