I convegno – commissione: design e industria

A/I/S/Design / Convegno 2011: Il design e la sua storia

Come ripetutamente segnalato da autorevoli osservatori (da ultimo l’Economist) negli ultimi decenni l’economia italiana ha smesso di crescere: che si guardi all’andamento del PIL o ad altri indici come quelli della produttività o della capacità di innovazione (con tutti i limiti di simili comparazioni internazionali) il quadro resta lo stesso. L’Italia appare bloccata rispetto a un mondo che corre vertiginosamente come testimoniano l’insieme dei paesi dell’area BRIC.

Passando dallo scenario macro a una considerazione più ravvicinata del mondo delle imprese i dati confermano le tendenze in atto ormai da qualche decennio. L’Italia pur rimanendo un paese a forte presenza manifatturiera, seconda in Europa alla sola Germania per numero di occupati nel settore secondario, sconta una persistente crisi della grande impresa.

All’inizio del decennio si è molto discusso di declino industriale, un modo per segnalare la progressiva perdita di protagonismo da parte della grande impresa in settori chiave. A questo si oppone la tenuta del tessuto delle piccole e piccolissime imprese e il consolidarsi di un nucleo di medie imprese capaci sia di fungere da raccordo informale ai sistemi locali al cui interno operano, sia di proiettarsi da protagoniste sul mercato internazionale. Ed è proprio in questi segmenti della piccola e media impresa che molti vedono la risorsa essenziale per le sorti del sistema industriale e quindi del paese: imprenditorialità diffusa, grande capacità di stare sul mercato, attenzione per la qualità del prodotto (testimoniata dal successo della filiera agro-alimentare e dei settori convenzionalmente ricondotti sotto l’etichetta Made in Italy).

Tutto questo pone, appare evidente, importanti questioni anche al mondo del design, una volta che questo non sia visto come una realtà a se stante, ma sia calato all’interno dei processi produttivi.

Da parte sua anche il panorama del design risulta radicalmente modificato negli ultimi anni in conseguenza di nuove modalità di produzione, di gestione del progetto, di commercializzazione e diffusione dei prodotti. La stessa figura del designer oggi non è più certo quella del “tecnico della visione”, come veniva definito da Olivetti che arruolava i suoi progettisti prendendoli dalle fila dell’arte. Al tempo stesso oggi i giovani designer non seguono più la modalità che ha imperato nell’ultimo ventennio, ovvero quella dell’ambizione a divenire una design-star capace di segnare la direzione artistica di un’impresa come one-man-brand. La dimensione dell’autoproduzione è, ad esempio, una via sempre più battuta per i giovani designer, che creano a volte realtà assimilabili a quelle artigianali, ma con potenzialità di sconfinamento nella dimensione di piccola industria.

La riflessione sul rapporto Design-industria si interroga quindi su alcuni nodi fondamentali per ricostruirne il percorso storico, ma anche per considerarne le prospettive future.
Temi di discussione e quesiti aperti agli studiosi:

  • Quale è stato il ruolo del design e i suoi spazi all’interno delle imprese, e come è cambiato oggi?
  • Come si è modificata la figura del designer nella percezione da parte dell’industria e nel ruolo che essa gli ha attribuito nel tempo?
  • Significato attuale di ‘innovazione’ (non in astratto, ma all’interno di una realtà industriale come quella italiana fatta di piccole e piccolissime imprese).
  • Qual è lo spazio del designer nel nuovo panorama produttivo? Dobbiamo continuare ad abbinarlo, come avviene correntemente, al successo, ormai un po’ datato, del Made in Italy nei settori dei prodotti per la casa e la persona o occorre una considerazione magari più prosaica, ma più attenta a quelli che sono realmente gli spazi del design nel ciclo produzione-servizi?
  • Quale la funzione del design nel processo produttivo in un tempo nel quale la produzione industriale tende a rilocalizzarsi in aree territorialmente lontane da quelle dalla matrice culturale europea al cui interno è nato ciò che chiamiamo design?