Protesi della visione

Dagli occhiali alle nuove realtà digitali

  • Emanuele Gatti Università Iuav di Venezia
Parole chiave: Sight, Visual Prosthesis, User Interaction, Mediated Reality, Head-mounted Display

Abstract

L’importanza del senso della vista è indiscussa, canale privilegiato, soprattutto in Occidente, per l’apertura verso il mondo e per la produzione di conoscenza. I linguaggi visivi ed espressivi nel corso della storia sono stati mediati significativamente anche dalle protesi visive, a partire dagli occhiali, comparsi per la prima volta agli albori del Basso Medioevo, fino alle protesi visive digitali come i contemporanei visori e smart glasses. Questi prodotti, con le dovute differenze e magnitudo, ibridano il nostro corpo alterando e aumentando la nostra visione della “realtà prima”. È stato nodale definire i concetti di “virtualità” e “simulazione” per comprendere le trasformazioni che hanno interessato la vista umana nel corso della storia. Attraverso una ricognizione storica e teorico-progettuale, sono stati individuati i principali protagonisti e tematiche relative alle nuove modalità di interazione e di esperienza utente collegate agli head-mounted display.

Biografia autore

Emanuele Gatti, Università Iuav di Venezia

Emanuele Gatti è un designer con una formazione nelle culture del progetto, interessato agli aspetti socio-filosofici connessi alle scienze del design. Dopo una laurea triennale in design del prodotto industriale presso il Politecnico di Milano, ha conseguito la laurea magistrale in design del prodotto e della comunicazione visiva presso l’Università IUAV di Venezia con una tesi dal titolo: Individualità aumentata: genesi, modalità d’uso e scopi degli headmounted display. La tesi ha preso le mosse dall’importanza dell’atto del vedere, soprattutto per l’Occidente, per poi ripercorrere la storia degli occhiali, la genesi degli headmounted display e i loro impatti se pensati come prodotti di massa. La sua pratica si articola tra ricerca, progettazione educativa e comunicazione visiva, il tutto accompagnato da una convinzione per il ruolo del design come ponte relazionale e strumento di trasformazione sociale. Attualmente lavora nel campo del social design.

Pubblicato
2025-11-27