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Storie dai materiali d’archivio: tre iniziative su Marco Zanuso

Ruotano intorno alla figura dell’architetto e designer milanese Marco Zanuso le tre iniziative organizzate presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Milano nella primavera del 2013.

Promossa dall’Archivio del Moderno di Mendrisio che conserva dal 2000, per volontà dello stesso progettista, il suo archivio professionale, la mostra MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria è curata da due storici e critici del design, Alberto Bassi e Fiorella Bulegato, con la collaborazione dell’architetto Franco Raggi.

L’ampia opera di Zanuso (1916-2001), interessato a “dare forma attraverso il progetto a quello che chiamo la Complessità” – come sosteneva in un colloquio con Raggi nel 1999 – (Grignolo, 2013, p. 324) è interpretata ed esposta secondo un preciso e specifico punto di vista. I curatori raccontano il suo lavoro come un progetto integrato, riprendendo un concetto che individua un nuovo approccio alla progettazione apparso nel dibattito architettonico italiano alla fine degli anni cinquanta. Condividendo il significato attribuitogli da Alberto Rosselli, Zanuso interviene al I Congresso nazionale del colore del 1957, a Padova, affermando infatti che la progettazione integrata “pone il designer al centro di una convergenza di energie e di competenze differenziate che si integrano”. E precisa: “è l’integrazione di esigenze tecnologiche sociali ed economiche, di necessità biologiche e di effetti psicofisici di materiali, forma, colore, volume e spazio: è un modo di pensare coordinato e relazionato” (Grignolo, 2013, p. 38).

La selezione dei contenuti e la disposizione degli elementi in mostra, allestita da Franco Raggi e Alessandra Messori con la grafica di Marco Strina, dichiarano in modo coerente ed efficace la scelta dei curatori e la volontà di portare il visitatore a immergersi nella profondità del suo pensiero, nella varietà delle competenze, nelle potenzialità di un architetto-designer così trasversale e indagare sui metodi e sulle dinamiche adoperati, sulle tecniche sperimentate e i processi utilizzati. Si assiste in questo modo a un assaggio dei cospicui e diversi materiali d’archivio: sulle pareti, fotografie di incontri tra i protagonisti del panorama architettonico sono giustapposte alla riproduzione dei disegni delle triple proiezioni sovrapposte, rappresentazione trasposta da Zanuso dal mondo dell’industria automobilistica perché identificata come efficiente metodo di verifica bi-tridimensionale della coerenza della forma di un prodotto. Alcuni scatti ritraggono gli addetti alla linea di produzione e lo stabilimento in cui lavorano; una serie di dime e modelli di studio dichiarano le fasi di definizione della morfologia di un oggetto.

I differenti materiali d’archivio esposti incuriosiscono il visitatore e gli consentono di assaporare ciò che solitamente gli è negato: il processo, ciò che sta dietro al prodotto finito che, invece, in immagini più o meno patinate, è abituato a vedere sulle pagine delle riviste o dei manuali di storia del design.

A materiali dell’Archivio Progetti di Mendrisio sono affiancati i modelli in legno di Giovanni Sacchi, “modellista per il design”, provenienti dall’Archivio a lui dedicato a Sesto San Giovanni (Milano), che configurano un passaggio fondamentale per lo sviluppo del progetto dell’architetto: dal telefono Grillo alle cornici e agli schermi dei televisori Brionvega.

La lettura trasversale dei documenti porta i curatori alla definizione di tre sezioni che indagano tre principali aree di ricerca: Tecnologia quotidiana, Meccaniche domestiche e Abitacoli temporanei.

In Tecnologia quotidiana sono esposti i progetti di oggetti a elevato contenuto tecnico disegnati in relazione alle caratteristiche dei componenti interni e delle tecnologie adottate. Ne sono esempi significativi i prodotti sviluppati con Richard Sapper per Brionvega: dalla filodiffusione, ai primi televisori portatili a transistor, alle radio, oppure i ventilatori per Vortice o ancora il telefono Grillo Siemens, che segna, anticipando la modalità di utilizzo di alcuni apparecchi cellulari, una nuova interazione tra fruitore e dispositivo.

La sezione Meccaniche domestiche accoglie progetti del settore dell’arredo connotati dall’attenzione verso l’impiego dei nuovi materiali e la sperimentazione di inedite tecnologie produttive. Rappresentano questa sezione soprattutto le innovative soluzioni elaborate con Pirelli per impiegare, integrandole, struttura metallica, Nastrocord e Gommapiuma nella produzione di imbottiti, da cui nascerà l’azienda Arflex.

Su un tavolo, in posizione centrale, i modelli realizzati dagli studenti del Corso di laurea in Disegno industriale dell’Università Iuav di Venezia/Università degli Studi della Repubblica di San Marino che, attraverso l’analisi dei modelli di studio, hanno ripercorso il processo di affinamento della forma di un prodotto.

Abitacoli temporanei presenta invece le soluzioni di moduli abitativi d’emergenza. Al limite tra la definizione del dettaglio tipico del design e la scala della progettazione architettonica, sono disegnati da Zanuso per occasioni speciali – come la mostra Italy: The New Domestic Landscape, tenutasi nel 1972 al MoMA di New York –, per affrontare circostanze drammatiche come gli eventi sismici o per rispondere a esigenze comuni come fruire di un bagno pubblico.

Sulla parete opposta ai tre spazi tematici una time-line illustrata ricostruisce una sintetica cronologia dell’attività del progettista.

Anche il catalogo della mostra, il volume MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria, sposa le scelte effettuate dai curatori, accompagnando la lettura dei materiali iconografici alla riflessione attraverso saggi di approfondimento di Christian Sumi, Maddalena Scimemi e Fiorella Bulegato, oltre che dei curatori Alberto Bassi e Letizia Tedeschi, direttrice dell’Archivio del Moderno di Mendrisio.

In occasione della mostra si è tenuta una tavola rotonda di approfondimento sulla figura di Marco Zanuso – nella quale si sono confrontati Letizia Tedeschi, Roberta Grignolo, Richard Sapper, Bruno Reichlin, Alberto Bassi e Ennio Brion, moderati da Franco Raggi – ed è stato presentato un altro volume Marco Zanuso. Scritti sulle tecniche di produzione e di progetto, a cura di Roberta Grignolo.

La pubblicazione, primo risultato di un progetto di ricerca che vede Reichlin e Tedeschi impegnati insieme a Grignolo nella valorizzazione del fondo dell’architetto, è un’antologia di scritti che si affianca alla storica monografia, Marco Zanuso designer, di Gillo Dorfles del 1971 per Editalia, al volume incentrato sulle ricerche di design Marco Zanuso a cura di François Burkhardt, pubblicato da Motta editore nel 1994 e alla pubblicazione Marco Zanuso. Architetto curata nel 1999 da Manolo De Giorgi per Skira.

Marco Zanuso. Scritti sulle tecniche di produzione e di progetto è una raccolta di testi scelti tra saggi, articoli, relazioni a convegni e conferenze, in parte pubblicati e in parte inediti, che dichiara e conferma l’esistenza di un’ampia elaborazione del pensiero da parte di Zanuso, indispensabile per la comprensione della sua personalità e dei suoi progetti.

Ordinati cronologicamente, gli scritti raccontano l’avvicendarsi dei molteplici interessi disciplinari ed extra-disciplinari dell’architetto nelle diverse fasi della sua vita. Due inediti rappresentano in modo esemplare gli scritti della giovane età, quando ancora studente della Facoltà di Architettura dell’allora Regio Politecnico di Milano, si schierava contro l’uso degli elementi formali e retorici, contro l’esasperazione dimensionale dell’architettura da lui definita “falsamente imperiale”, sostenendo l’essenziale e il funzionale delle teorizzazioni del Movimento moderno. A testi sull’architettura moderna e sull’evoluzione degli spazi domestici succedono articoli e saggi sulle sperimentazioni di nuove tecniche di produzione in architettura che guidano l’interesse e le ricerche dell’architetto verso il settore industriale meccanico e manifatturiero pronto, a differenza del settore edilizio, ad accettare le logiche di standardizzazione e razionalizzazione provenienti dall’estero. Ecco allora i tanti scritti capaci di rappresentare la complessità del lavoro dell’industrial designer nei suoi rapporti con le tecniche, i materiali e i processi come nel confronto diretto con la committenza, gli industriali, i tecnici di fabbrica e i tappezzieri per la produzione di un artefatto, in una concezione “collettiva” del progetto di cui Zanuso scrive in modo entusiasta.

I progetti scandiscono e guidano una narrazione leggibile su più livelli. Accanto e all’interno delle precise e dettagliate relazioni di progetto, il lettore può infatti trovare più o meno esplicitate, ma sempre espresse in modo acuto, riflessioni sul contemporaneo e stimolanti visioni di scenari dove aspetti economici e sociali si intrecciano a problematiche tecniche e industriali in cui l’uomo, posto al centro, è messo in continua discussione alla ricerca di un protagonista consapevole e critico sugli eventi. Scritti più accademici sulla progettazione integrata, la progettazione sistemica, il processo progettuale e la cultura industriale rappresentano i contributi corrispondenti alla fase della maturità. Chiude la raccolta, in modo forse inaspettato, la pubblicazione di due tra le molteplici interviste di cui è stato protagonista Zanuso. La scelta, anche suggerita dalle figlie dell’architetto – spiega Roberta Grignolo – presenta al lettore il grande carisma, lo spirito e i modi di argomentare propri della persona.

La raccolta assume dunque un duplice valore per la comunità di studiosi ponendosi allo stesso tempo come rilettura scientifica delle idee e dei progetti di uno dei maestri dell’architettura e del design di ogni tempo e come testimonianza trasversale dei temi e delle ragioni discusse e affrontate nel dibattito architettonico italiano della seconda metà del ventesimo secolo, uno dei periodi ritenuti di maggiore interesse dalla critica italiana e internazionale.

L’antologia anticipa la pubblicazione di una monografia completa con l’intero regesto dell’attività di Zanuso che accompagnerà un’ampia mostra monografica, programmata per il 2015 a Lugano e che mira a ricostruire ancora più compiutamente la sua attività.

Complessivamente le tre iniziative si propongono come un’opportunità di riflessione sulla figura di uno dei maggiori progettisti italiani e, trasversalmente, come occasione di valutazione e rivalutazione dell’importanza dei materiali di archivio che permettono di far conoscere il lavoro di un architetto-designer nella sua complessità, raccontando contemporaneamente più storie, capaci di incuriosire e coinvolgere il visitatore che da un lato si confronta direttamente con il vissuto dell’autore, dall’altro scopre, celate tra i documenti, storie di innovazione, di tecniche, di economia e di industria che, in parallelo, concorrono a ricostruire parti di una più importante storia.

MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria, 9-30 aprile 2013, Ordine degli Architetti della Provincia di Milano. Foto di Stefano Suriano

MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria,
9-30 aprile 2013, Ordine degli Architetti della Provincia di Milano. Foto di Stefano Suriano

MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria, 9-30 aprile 2013, Ordine degli Architetti della Provincia di Milano. Foto di Stefano Suriano

MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria,
9-30 aprile 2013, Ordine degli Architetti della Provincia di Milano. Foto di Stefano Suriano

Dati

MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria, 9-30 aprile 2013, Ordine degli Architetti della Provincia di Milano.

Alberto Bassi, Letizia Tedeschi (a cura di), MZ Progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria, Mendrisio Academy Press, Silvana Editoriale, Mendrisio, 2013.

Roberta Grignolo (a cura di), Marco Zanuso. Scritti sulle tecniche di produzione e progetto, Mendrisio Academy Press, Silvana Editoriale, Mendrisio, 2013.

Questo articolo è stato pubblicato in AIS/Design Storia e Ricerche, numero 2 ottobre 2013

Alessandra Bosco

Alessandra Bosco, architetto, si laurea nel 1998 al Politecnico di Milano dove consegue a marzo 2003 il Dottorato di ricerca in progettazione architettonica e urbana e dove dal 1998 collabora alla didattica universitaria, prima come cultore della materia e dal 2004 al 2009 come docente del Laboratorio di architettura degli interni e allestimento della Facoltà del Design. Da marzo 2005 partecipa all’avvio e alla gestione del Corso di laurea in Disegno industriale dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino di cui diviene vicedirettore a novembre 2008 e direttore a settembre 2015. Ricercatore a tempo determinato da luglio 2010 è docente del Laboratorio di disegno per il progetto dal 2006 e del Laboratorio di laurea dal 2013. Autore di saggi e pubblicazioni, coniuga l’attività professionale all’attività di ricerca nel campo della formazione, del design di prodotto e dell’allestimento.

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