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Perché c’è voluto tanto: Sviluppare la mentalità del design nelle industrie tecnologiche

Negli anni settanta e ottanta le interfacce del computer apparivano ancora grezze e poco accessibili. Il “valore” del design, pur divenuto una qualità riconosciuta per gli oggetti d’uso quotidiano, era costantemente e generalmente ignorato o osteggiato dalle industrie tecnologiche. Solo recentemente l’industria del computer ha manifestato entusiasmo per tale valore e per la mentalità dei designer. In questo saggio l’autrice – che ha fatto esperienza in prima persona della transizione dalla stampa tipografica all’offset fino all’interaction design – individua otto ragioni che spiegano perché c’è voluto tanto per tale riconoscimento e indica le responsabilità che in questo ritardo hanno avuto le diverse culture del design, dell’educazione, dell’ingegneria e delle aziende.


Questo articolo è disponibile solo in inglese.

Why it took so long: Developing the design mindset in the technology industries

 

Questo articolo è stato pubblicato in AIS/Design Storia e Ricerche, numero 8 ottobre 2016

Gillian Crampton Smith

Gillian Crampton Smith ha iniziato ad appassionarsi di tipografia, imparando a comporre a mano e stampare con una pressa Albion. Durante gli anni universitari ha progettato e impaginato varie riviste, creato titoli con i Letraset e incollato le bozze. Ha poi lavorato come graphic designer freelance, collaborando a lungo con Times Newspapers e la rivista dedicata al cinema Sight and Sound. I problemi posti dalla fotocomposizione di questa pubblicazione l’hanno spinta, nel 1981, a scrivere un programma per poter impaginare le bozze a schermo – un precoce programma di editoria da scrivania. Negli anni ottanta ha iniziato a insegnare graphic design e tipografia alla St Martin’s School of Art di Londra dove ha inoltre avviato un programma post-laurea in Computers and Graphic Design. Negli anni novanta è stata professore e direttrice del MA in Computer Related Design del Royal College of Art, lavorando con un gruppo di ricerca e collaborando con aziende tecnologiche inglesi e statunitensi. Nel 2001 si è spostata in Italia, dove ha fondato e diretto l’Interaction Design Institute a Ivrea. Successivamente, con Philip Tabor, ha avviato il programma in Interaction Design presso l’Università Iuav di Venezia, dove ha insegnato fino al 2015. Crampton Smith e Tabor sono attualmente coinvolti nella pianificazione di nuovi Master in Interaction Design presso l’H-Campus, una istituzione educativa nei pressi di Venezia. È professore onorario alla Università di Scienze applicate di Postdam, e nel 2014 ha ricevuto il premio ACM SIGCHI Lifetime Achievement in Practice.

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