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Un ricordo di Daniele Baroni

di Giovanni Baule

Esattamente trent’anni fa incontravo Daniele Baroni per l’avvio della nuova edizione di Lineagrafica. Reduce dalla migliore stagione di Ottagono, in un momento di grande fervore per quello che si annunciava come un periodo di rifondazione dei saperi della grafica di progetto, Daniele insistette subito sulla necessità imprescindibile di un recupero delle fonti storiche del visual design, in favore di una ricostruzione della disciplina che avesse radici nella storia. “Genesi del design grafico” titolava uno dei suoi primi interventi che si presentavano tutti con quella stessa capacità di sintesi, con quella stessa puntigliosa precisione con la quale era solito lasciar parlare i documenti visivi ritagliati con estrema cura dagli archivi del progetto.

Per Daniele parla, come si è soliti dire, il suo lavoro di studioso e storico del design: ma sempre accanto alla competenza progettuale che era il filtro continuo adottato lungo la sua militanza editoriale. Anche la sua manualistica risente in positivo di questa capacità di connettere il piano del progetto operativo con quello della storia; un approccio che è diventato un modello, tracciato sull’impercettibile confine dove lo storico guarda al progetto e il progettista guarda alla storia.

In questa logica, Daniele non poteva non essere presente tra i primi nel momento in cui abbiamo dato corpo istituzionale al progetto di Corso di laurea in design della comunicazione presso il Politecnico di Milano. Il suo insegnamento era sempre lezione di ponderatezza e di distanza dall’improvvisazione; il suo personalissimo paradigma del rigore si fondava sulla voce dei documenti più che sulle loquacità interpretative; e al fondo lasciava trasparire una non ideologica e controllata passione.

La sua concreta disponibilità e il suo pensiero distaccato, sempre lontano dal chiacchiericcio di maniera, sono le cose che ci mancheranno: sul piano dello stile molto hanno insegnato, marcando una differenza anche negli anni indiscreti dell’apparire.

Milano, 7 marzo 2016

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Chiara Lecce

Chiara Lecce, dopo la laurea magistrale in Design degli interni nel 2008 ha proseguito il suo percorso presso il Politecnico di Milano con il dottorato di ricerca in Architettura degli interni e allestimento concluso nel 2013 con la tesi Living Interiors in the Digital Age: the Smart Home. Dal 2008 svolge didattica per i corsi di Storia del design e Progettazione di interni della Scuola del Design del Politecnico di Milano. Dal 2013 è executive editor di “PAD Journal” e membro di redazione della rivista “AIS/Design Storia e Ricerche”, oltre che autore per diverse riviste scientifiche del settore. Attualmente è assegnista di ricerca e docente a contratto presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e si occupa di Storia e metodologie dell’exhibit design. Dal 2016 è tutor all’interno del progetto europeo H2020 “Design for Enterprises”. Dal 2009 collabora con la Fondazione Franco Albini e con altri importanti archivi del design italiani, oltre a svolgere la professione di interior designer freelance.

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