ID:

Progettazione e cultura del design: dal design degli architetti al design specializzato

compasso-d-oro

Martedì 27 maggio, ore 18.00
via Bergognone 34, Milano

Incontro promosso dall’Associazione Italiana degli Storici del Design AIS/Design e DESIGN È – XXIII Compasso d’Oro ADI

Se nel Novecento i designer erano in buona parte architetti e la cultura progettuale era vista come unitaria, che ne è stato di quel modello di fronte ai cambiamenti profondi dell’odierno contesto produttivo, sociale e culturale? Quale l’apporto delle discipline storiche e teoriche nella costruzione della professione? E quale il ruolo delle associazioni professionali e della formazione universitaria?

La conversazione prende spunto dal recente volume Il design degli architetti italiani. 1920-2000, a cura di Fiorella Bulegato ed Elena Dellapiana, dedicato al cambiamento della figura professionale e della formazione del designer. L’incontro fa parte di un ciclo di iniziative “DESIGN È – XXIII Compasso d’Oro ADI” che accompagnano la mostra del Compasso d’Oro negli spazi dell’ex Ansaldo a Milano.

Intervengono Daniele Baroni, Politecnico di Milano; Alberto Bassi, Università IUAV di Venezia;Giampiero Bosoni, Politecnico di Milano; Raimonda Riccini, Università IUAV di Venezia; Fiorella Bulegato, Università degli Studi della Repubblica di San Marino, Elena Dellapiana, Politecnico di Torino.

Maggiori informazioni a questo link.

Questo articolo è stato pubblicato in news

Chiara Mari

Dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, dal 2009 è impegnata nella ricerca e nella didattica universitaria presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia. Attualmente sta svolgendo un progetto di ricerca post-dottorato presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. I suoi contributi di studio hanno riguardato aspetti della ricerca artistica italiana sia dell’Ottocento che del Novecento, in modo particolare l’illustrazione e la caricatura nella Milano della seconda metà dell’Ottocento, i dibattiti critici sulla scultura monumentale e sul rapporto tra arti decorative e architettura tra anni venti e quaranta del Novecento, gli sconfinamenti tra media e discipline e l’apertura dell’arte allo “spazio sociale” tra anni sessanta e anni settanta, il dialogo tra arti visive e medium televisivo.

I commenti sono chiusi.