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AIS/Design Storia e Ricerche – Call numero speciale Expo 2015

Il design nell’industria alimentare: cultura, prodotti, comunicazione

AIS / Design. Storia e ricerche
Numero speciale Expo 2015 a cura di Rosa Chiesa, Ali Filippini, Gianluca Grigatti

Tra i temi molto discussi oggi nel mondo del design vi è il rapporto tra design e cibo. In particolare, si parla molto di “food design”, categoria dai confini incerti e sulla cui definizione ci si sta ancora confrontando. Tale interesse, generalista e specialistico, al cibo/progetto e alla filiera alimentare emerge sulla spinta di una crescente attenzione di massa attorno al cibo (diffusione dei format televisivi sulla cucina, culture dello slow food, proliferare di una serie di pubblicazioni e di esposizioni sul tema, oggi più che mai numerose per la relazione diretta con il tema di Expo 2015).

Dal punto di vista della storia però il tema è stato indagato in modo piuttosto discontinuo e disomogeneo, trattando dagli aspetti progettuali legati ai brevetti, agli aspetti più strettamente funzionali e della configurazione di prodotto, alla comunicazione e al consumo, a quelli legati all’ambito socio-antropologico. Al contrario il cibo, appartenente alla storia della cultura materiale e, dal momento della sua industrializzazione, alla storia d’impresa, rientra a pieno titolo tra gli argomenti di interesse per la storia del design. Pertanto consideriamo importante portare alla luce ricerche nell’ambito della storia del design che abbiano come focus i temi del rapporto tra cibo e progetto, cibo e produzione, cibo e distribuzione, secondo un punto di vista che privilegia:

• l’evoluzione dell’incontro tra la cultura industriale e quella alimentare: relazione tra macchina/materia prima; tecnologie del sistema produttivo e trasformazioni del cibo; artificialità (colore, consistenza, forma) e manipolazione del cibo, studio di materiali specifici per confezionamento;

• il progetto della comunicazione legata al cibo: lo sviluppo del packaging e progetti grafici come risposta alle esigenze della distribuzione;

• il tema della distribuzione del cibo correlato ai luoghi della sua presentazione, vendita e consumo che consideri il valore dell’immaginario collettivo legato al cibo in rapporto a luoghi tradizionali destinati alla collettività (dalle mense al design dei servizi), alle nuove modalità del moderno e del postmoderno (dal supermercato alle vending machines, al consumo del cibo fuori casa), e agli strumenti relativi.

L’approccio metodologico intende integrare la prospettiva tipica dello storico del design a quella dello storico d’impresa, senza trascurare l’eventuale apporto di discipline, solo apparentemente lontane, come le scienze dell’alimentazione. I diversi contributi dovranno considerare in particolare il momento storico di passaggio dalla cultura artigianale legata alla produzione del cibo, a quella legata alla produzione industriale e al confezionamento dello stesso, affrontando le questioni specifiche relative alla diffusione, distribuzione e assunzione del cibo industriale. Senza escludere a priori altri apporti, si privilegiano le ricerche sul caso italiano nel Novecento.

Questo articolo è stato pubblicato in news, Rivista

Giulia Ciliberto

Giulia Ciliberto, nata a Napoli nel 1984, è una progettista e ricercatrice italiana operante principalmente nell’ambito del visual design orientato alla comunicazione, al web e all’editoria. Nel 2012 ha conseguito il diploma di laurea magistrale in Comunicazioni Visive e Multimediali presso l’Università Iuav di Venezia, ateneo dove sta attualmente svolgendo il dottorato di ricerca in Architettura, Città e Design, curriculum Scienze del Design. Il progetto di tesi, inerente alla pedagogia dei fondamenti del design della comunicazione, è supportato dal regolare svolgimento di attività di tutoraggio e assistenza alla didattica nel medesimo campo disciplinare. Dal 2012 collabora con l’Associazione Italiana degli Storici del Design nel ruolo di redattrice della rivista AIS/Design: Storia e Ricerche, e dal 2014 con il Prato Publishing House (PD) in qualità di direttrice della rivista Progetto Re-Cycle.

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