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Ernesto Basile nella storia del design

Lunedì 29 settembre 2014 a Palermo si terrà la giornata di studio “Ernesto Basile nella storia del design”. Il progetto, curato da Raimonda Riccini, è stato promosso da AIS / Design – Associazione Italiana degli storici del Design e dalla Soprintendenza Archivistica per la Sicilia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e la Fondazione Livia Titi Basile. L’incontro vede la presenza di istituzioni, studiosi e giovani ricercatori di AIS / Design qualificati negli ambiti degli archivi, della ricerca storica e della valorizzazione. Dopo i saluti istituzionali, che apriranno i lavori alle 9.30 presso l’aula magna del Dipartimento di Architettura, avrà inizio la prima sessione, cui parteciperanno Ettore Sessa, Vanni Pasca, Philippe Daverio e Rossana Carullo. Seguirà una visita alla mostra permanente delle Collezioni Basile e Ducrot e, dalle 16.30 la seconda sessione presso l’Archivio di Stato, con la presenza di Eleonora Marrone Basile e dei ricercatori di AIS /Design. Dalla discussione della giornata, che metterà in luce il ruolo di un protagonista della cultura artistica e architettonica italiana capace di guardare all’Europa, ai linguaggi della modernità e di colloquiare con le imprese, potranno emergere spunti per ricerche che esplorino il sodalizio fra Basile e le aziende siciliane (in particolare Ducrot e Florio), a partire dagli splendidi materiali archivistici conservati a Palermo.

Maggiori informazioni sul programma a questo link.

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Chiara Mari

Dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, dal 2009 è impegnata nella ricerca e nella didattica universitaria presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia. Attualmente sta svolgendo un progetto di ricerca post-dottorato presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. I suoi contributi di studio hanno riguardato aspetti della ricerca artistica italiana sia dell’Ottocento che del Novecento, in modo particolare l’illustrazione e la caricatura nella Milano della seconda metà dell’Ottocento, i dibattiti critici sulla scultura monumentale e sul rapporto tra arti decorative e architettura tra anni venti e quaranta del Novecento, gli sconfinamenti tra media e discipline e l’apertura dell’arte allo “spazio sociale” tra anni sessanta e anni settanta, il dialogo tra arti visive e medium televisivo.

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