ID:

Conferenza | “Graphic design, quale professione?” Il caso italiano fra ricerca storica e riflessione critica

27 giugno 2014, Genova, Scuola Politecnica. Dipartimento di scienza dell’architettura.
La conferenza, a cura di Daniela Piscitelli e Carlo Vinti, è organizzata da Ais Design (Associazione italiana Storici del design) con Aiap (Associazione italiana Progettazione per la comunicazione visiva) ed è inserita nella programmazione di Aiap Design Per 2014 Genova.

“Graphic design, quale professione?” è una conferenza sulla storia e il futuro della grafica in Italia. Il graphic design è oggi un settore plurale, trasversale e privo di contorni definiti. L’idea di una professione specializzata e unitaria è stata messa in crisi da spinte di tipo economico-culturale e da fenomeni generati dalla rivoluzione digitale. In Italia come altrove, la professione si è formata fin dall’inizio grazie all’intreccio di pratiche e discorsi molto differenti.
L’indagine storica sulla formazione dell’identità professionale dei grafici può servire a guardare con occhi diversi il presente, mentre le direzioni molteplici prese dalla pratica contemporanea suggeriscono nuovi indirizzi alla storiografia. La prima parte della giornata è dedicata quindi a interventi di taglio storico, nella seconda parte, si lascerà spazio al dibattito sul panorama professionale contemporaneo e sui suoi possibili sviluppi futuri.
Intervengono: Chiara Barbieri, Brave New Alps, Fiorella Bulegato, Elio Carmi, Unità di Crisi, Riccardo Falcinelli, Davide Fornari, Michele Galluzzo, Caterina Giuliani, Pino Grimaldi. Introducono e moderano: Carlo Vinti, Daniela Piscitelli e Mario Trimarchi.

Maggiori informazioni a questo link.

Questo articolo è stato pubblicato in news

Chiara Mari

Dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, dal 2009 è impegnata nella ricerca e nella didattica universitaria presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia. Attualmente sta svolgendo un progetto di ricerca post-dottorato presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. I suoi contributi di studio hanno riguardato aspetti della ricerca artistica italiana sia dell’Ottocento che del Novecento, in modo particolare l’illustrazione e la caricatura nella Milano della seconda metà dell’Ottocento, i dibattiti critici sulla scultura monumentale e sul rapporto tra arti decorative e architettura tra anni venti e quaranta del Novecento, gli sconfinamenti tra media e discipline e l’apertura dell’arte allo “spazio sociale” tra anni sessanta e anni settanta, il dialogo tra arti visive e medium televisivo.

I commenti sono chiusi.