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Call numero speciale: Enzo Frateili, un protagonista della cultura del design e dell’architettura (1914-1993)

AIS/Design Storia e Ricerche

Call numero speciale

Enzo Frateili, un protagonista della cultura del design e dell’architettura (1914-1993)
A cura di Raimonda Riccini e Aldo Norsa

In occasione del centenario della nascita, il 9 ottobre 2014 si è tenuto al Politecnico di Milano un convegno su Enzo Frateili, figura di artista, architetto, intellettuale, storico e studioso del design e dell’architettura, protagonista del dibattito dal dopoguerra ai primi anni ’90 del scolo scorso. All’incontro hanno partecipato personalità che hanno incrociato Enzo Frateili nella loro esperienza personale e professionale, all’interno delle Università nelle quali Frateili ha insegnato e delle istituzioni alle quali ha collaborato.
La rivista digitale AIS/Design (www.aisdesign.org) ha in preparazione un numero che raccoglie i contributi al convegno.
In questa occasione lancia anche una call per pubblicare studi e ricerche recenti che si possono riferire ai principali temi elaborati a suo tempo, e spesso in maniera originale e anticipatrice, da Enzo Frateili:

1. La storia e la teoria del design
L’interesse di Enzo Frateili per la storia del design inizia con la sua collaborazione alla rivista “Stile Industria” (1955) e prosegue con numerosi articoli su altre riviste, intrecciandosi con il dibattito che dagli anni Cinquanta aveva coinvolto gli intellettuali e i progettisti. Lo sguardo di Frateili sul design e la sua storia è stato originale, in virtù del suo interesse per gli aspetti tecnologici dell’architettura e per gli elementi di “raccordo” fra i due mondi. Attento agli sviluppi culturali che stavano trasformando il design da elemento produttivo e merceologico a punto centrale della cultura e dell’estetica contemporanea, comincia a sviluppare un’importante riflessione sul linguaggio, sui materiali, sulle nuove tecnologie, in particolare sul design italiano.
Come ci appare oggi questo interesse culturale, nel momento in cui la ricerca storica viene messa in discussione da più parti e ricopre un ruolo sempre più marginale all’interno delle università del design? Quali spunti di tipo metodologico e interpretativo ci possono dare ancora le analisi di Frateili? Quali filoni di studio si possono sviluppare a partire dalle domande che si poneva Frateili e che oggi ci sembrano ancora attuali?

2. La tecnologia nell’architettura
Frateili studioso e critico della cultura tecnologica della progettazione si colloca a pieno titolo fra quel gruppo di interpreti delle tematiche dell’industrializzazione rappresentato in Italia da personaggi come Giuseppe Ciribini, Giovanni Klaus Koenig o Pietro Natale Maggi. Interessato ai temi della standardizzazione e dell’unificazione, attento alle questioni dell’impiantistica, del suo rapporto con l’edificio (ma ancora di più con gli aspetti del comfort e dell’ambiente interno abitato dall’uomo), Frateili ha lasciato un nutrito numero di testi attorno alla questione dell’impiantistica come componente funzionale del progetto e come elemento di possibile espressività dell’architettura. Nei suoi scritti dei primi anni Novanta, Frateili sviluppa anche una riflessione sull’automazione e sulla cosiddetta casa intelligente, allora agli albori, mostrando di conservare quella ricettività degli aspetti più innovativi del mondo contemporaneo che hanno contraddistinto tutta la sua attività.
Oggi che le tecnologie hanno assunto un peso preponderante non soltanto nelle analisi degli studiosi ma nella vita quotidiana, quale spazio critico ha questo tema all’interno della progettazione dell’architettura? Quali delle questioni allora al centro dell’interesse di Frateili sono ancora attuali? Come si è sviluppata la tematica degli impianti, nel momento in cui i sistemi di reti smart sembrano essere i veri protagonisti dell’abitare contemporaneo?

3. La didattica del design
Enzo Frateili ha rivestito un ruolo importante nei percorsi di formazione per i designer a livello universitario a partire dai primi anni sessanta, in particolare perché nella sua attività di docente concilia approccio storico e pratica progettuale. Libero docente al Politecnico di Milano, dove si occupa di Tecnologia dell’architettura, e invitato nel 1963 a tenere un seminario dalla Hochschule für Gestaltung di Ulm, fra il 1963 e il 1965 insegna Storia dell’industrializzazione al Csdi-Corso superiore di Disegno industriale di Venezia, prima esperienza pubblica dedicata. Negli stessi anni, Frateili è docente di Impianti tecnici nell’edilizia presso l’Istituto di architettura e urbanistica della Facoltà di ingegneria di Trieste e collabora con l’Isia di Roma. Dal 1982 al 1988 invece insegna Progettazione artistica per l’industria al Politecnico di Torino, prendendo il posto di Achille Castiglioni, e poi alla Facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Il suo volume del 1983, Il disegno industriale italiano: 1928‐1981. Quasi una storia ideologica – fra i primi che in Italia ricostruiscono le vicende del design – raccoglie proprio le lezioni tenute a Torino.
A ormai più di vent’anni dall’introduzione del design nel sistema di formazione universitario in Italia, le recenti trasformazioni normative, sociali e culturali hanno impresso uno scossone a un sistema che aveva appena trovato un suo assetto. Si avverte dunque la necessità di riflettere sui cambiamenti in atto e su come la formazione in design debba ritrovare oggi nuove ragioni, nuovi strumenti didattici e nuove metodologie. Inoltre, è necessario riflettere su alcune questioni specifiche ma importantissime: i profili professionali che si sono affacciati di recente sul mercato del lavoro; le domande su quali competenze sono indispensabili al futuro designer, soprattutto alla luce delle attività che possono essere “trasferite” alle tecnologie digitali; le diverse gerarchie delle discipline all’interno dell’università; la concorrenza fra sistema pubblico e sistema privato, l’emergere di fenomeni di “autoproduzione” ecc.

Il Fondo Enzo Frateili a Mendrisio
Una base di partenza per queste e altre ricerche sono i documenti che Mariella Frateili ha lasciato all’Accademia di Architettura di Mendrisio. L’archivio Frateili, che documenta l’attività progettuale, didattica e preparatoria alla pubblicazione delle numerose opere a stampa, in gran parte dedicate al disegno industriale e all’industrializzazione edilizia, è a disposizione degli studiosi presso la Biblioteca.

Dati tecnici
“AIS/Design. Storia e Ricerche” – n. 8 (gennaio 2016)
Enzo Frateili, un protagonista della cultura del design e dell’architettura (1914-1993)
a cura di Raimonda Riccini e Aldo Norsa

Scadenza per la consegna dei testi: 15 novembre 2015
Entro quella data dovrà pervenire la versione integrale del contributo, impostato secondo le norme redazionali della rivista e inclusivo di abstract, parole chiave, biografia dell’autore, immagini, didascalie.
I testi devono essere inviati a journal@aisdesign.org e a direttore@aisdesign.org

TIPOLOGIE DI CONTRIBUTI e PREPARAZIONE DEI MATERIALI
I contributi proposti devono essere testi originali. Contributi che non rispondano agli obiettivi della rivista, che siano già stati presi in considerazione da altre pubblicazioni, che siano apparsi in riviste o libri in italiano o altre lingue, o che siano repliche, nelle parole o nel senso, di lavori già pubblicati, potranno essere rifiutati.
Sono previste le seguenti tipologie di contributi:

1. saggi (scritti caratterizzati da un taglio teorico, critico, e metodologico, volti all’approfondimento tematico, alla discussione e ri-lettura di argomenti storici di respiro generale) (max. 50.000 battute comprese note, riferimenti bibliografici e didascalie);

2. ricerche (scritti originali su specifici argomenti di carattere storico-analitico, basati sull’indagine condotta su fonti primarie e con risultati inediti sul piano storiografico) (max. 50.000 battute comprese note, riferimenti bibliografici e didascalie);

3. microstorie (scritti che si caratterizzano per la peculiarità e la novità del tema trattato, con un taglio analitico che privilegia storie circoscritte, inedite e poco divulgate o che attinge anche a settori ai confini della disciplina) (max. 30.000 battute comprese note, riferimenti bibliografici e didascalie).

Ciascun testo consegnato nella versione per la pubblicazione dovrà essere accompagnato da un abstract (max. 150 parole o 1000 battute) in italiano e in inglese, dall’indicazione di massimo 5 parole chiave, in italiano e inglese, relative sia ai temi sia agli autori trattati, e da una breve biografia (max 150 parole, o 1000 battute), in italiano e inglese.

Per le norme redazionali, la preparazione dei testi e delle immagini, si vedano le istruzioni alla pagina:
https://docs.google.com/document/d/1RUAmW6cjgywsu0i4G8QkYRNC1lyv9DEYtq-l_uoc5dU/view

Per l’apparato iconografico, gli autori/autrici dovranno fornire max. 10 immagini libere da diritti o immagini per le quali abbiano già ottenuto diritto di pubblicazione (sulla rivista online), accompagnate da didascalie complete con indicazione di eventuali crediti.

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Chiara Lecce

Chiara Lecce, PhD, dopo il conseguimento della laurea magistrale in Design degli interni presso il Politecnico di Milano nel 2008, ha iniziato a collaborare con Giampiero Bosoni per i corsi di Storia del design e dell’architettura e per i Laboratori di progettazione di interni della Scuola del Design del Politecnico di Milano, insieme agli architetti Migliore & Servetto. Dal 2008 inoltre svolge attività di ricerca con la Fondazione Franco Albini partecipando a varie pubblicazioni. Nel 2010 inizia il Dottorato in architettura degli interni e allestimento presso il Politecnico di Milano, durante il quale collabora a diverse pubblicazioni e svolge attività di ricerca presso il CCA (Canadian Centre for Architecture) durante la stesura della tesi finale conseguita nel 2013 dal titolo Living Interiors in the Digital Age: the Smart Home. Dal 2013 è executive editor dell’e-journal PAD (Pages on Arts and Design) e scrive su testate di design on-line. Dal 2014 fa parte del gruppo di ricerca MADEC (Material Design Research Center) del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Attualmente è docente a contratto presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano e prosegue l’attività di designer come libera professionista. Dal 2012 è membro di AIS/Design (Associazione Italiana Storici del Design) e dal 2015 è socio ADI.

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