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AIS/Design. Storia e Ricerche – n. 8 (settembre 2016) Call

AIS/Design. Storia e Ricerche – n. 8
“Gli anni del contatto: graphic design, nuove tecnologie e nuovi media”
a cura di Maddalena Dalla Mura, Raimonda Riccini, Carlo Vinti

CALL FOR PAPERS

“… il calcolatore nella sua breve storia ha già preso contatto praticamente con tutti gli aspetti della vita e società moderna. E “contatto” ritengo sia il termine adatto quando si parla di ruolo e di possibilità di quello che è forse lo strumento più d’avanguardia nel campo delle arti grafiche, disegno e comunicazioni visive in generale. Perché come in parecchi altri campi, le possibilità di applicazione dei calcolatori sono state appena scalfite in superficie.” – Helmut Flohr, “Il ruolo dei calcolatori nelle comunicazioni visive”, in Poliedro, bollettino Aiap, n. 4, 1967.

L’avvento dell’era elettronica e digitale, dal secondo dopoguerra, ha dischiuso nuovi percorsi e opportunità nel campo della comunicazione, non da ultimo nel settore del graphic design. Il progressivo diffondersi dell’uso del computer fuori dalla cerchia professionale e l’apparire di nuovi media, verso la fine del secolo scorso, tuttavia, hanno anche posto i graphic designer di fronte a una serie di trasformazioni e sfide che hanno portato vari commentatori ad annunciare più volte la fine del graphic design stesso come professione specifica. Mentre tale destino sembra non essersi compiuto, certamente nell’arco di mezzo secolo si è assistito a una serie di mutamenti che hanno toccato ogni aspetto della progettazione grafica e a un processo di evoluzione e ridefinizione operativa e concettuale, che ha coinvolto la disciplina a tutti i livelli.

Già negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, prima ancora che i computer offrissero effettivo strumento progettuale, cibernetica e informatica hanno stimolato un diffuso immaginario avveniristico, fornendo suggestioni e riferimenti per la organizzazione visuale di sistemi di informazioni. A partire dagli anni sessanta, poi, l’introduzione della fotocomposizione per la stampa ha visto i progettisti mettersi a confronto con nuove tecniche di produzione e con figure specializzate distinte, liberando al tempo stesso inedite possibilità espressive ed estetiche. Infine, dopo le prime pionieristiche sperimentazioni negli anni settanta, l’ultimo ventennio del secolo scorso è stato segnato da una vera e propria rivoluzione. La disponibilità e la diffusione di interfacce grafiche, software editoriali e il fenomeno del desktop publishing hanno modificato la tradizionale filiera di produzione e lavoro, dal type design alla stampa; in seguito l’avvento di Internet e del web, l’apparire di nuovi dispositivi e il convergere di media diversi hanno radicalmente modificato le possibilità di interazione degli utenti con gli artefatti comunicativi.

Tali cambiamenti hanno inciso sui flussi di produzione, diffusione e consumo della comunicazione visiva, non soltanto facilitando e velocizzando il lavoro dei progettisti grafici ma anche sollecitando la loro posizione lungo direttrici opposte: acquisizione e perdita di controllo; convergenze e divergenze con altri settori; integrazione e ibridazione degli strumenti e specializzazione delle competenze. Da un lato, grazie a nuovi strumenti, i progettisti hanno avuto accesso diretto alla gestione di fasi e aspetti di produzione, mediazione e circolazione precedentemente fuori dalla loro portata (pre-stampa, disegno di caratteri, composizione e editing dei testi ecc.), e dunque a nuove nuove possibilità progettuali. Dall’altro lato, i nuovi media, supporti e artefatti comunicativi (es. cd-rom, siti web) hanno posto i designer di fronte a una diversa complessità del progetto, alla esigenza di acquisire conoscenze a cavallo con altri ambiti progettuali e tecnici – in particolare quello della interazione e della programmazione – portando tanto a sperimentazioni quanto a resistenze, di cui è emblematica la contrapposizione grafica per la stampa vs. design multimediale.

Questo processo ha dunque alternativamente indebolito e rafforzato specifiche aree di competenza progettuale, mettendo a più riprese in discussione i confini disciplinari del graphic design, sollecitando nella comunità dei designer riflessioni sulla professione e ponendo nuove esigenze in ambito educativo; ha provocato la diffusione e ricezione di nuovi vocabolari, definizioni e metafore, dalla retorica dell’ipertesto all’idea del designer produttore e del digital designer, con varie ricadute sul discorso di settore; e certamente ha contribuito allo sviluppo di nuove espressioni stilistiche ed estetiche con contaminazioni e ibridazioni fra ambiti creativi diversi che hanno alimentato il dibattito sulla questione di una nuova estetica digitale. Non va dimenticato infine, che i graphic designer stessi hanno contribuito alla comunicazione e alla mediazione delle innovazioni tecnologiche verso un ampio pubblico di potenziali utilizzatori – un pubblico che, proprio grazie alla graduale democratizzazione di strumenti e tecnologie, ha assunto un ruolo sempre più attivo e partecipe nella produzione, oltre che nel consumo, della comunicazione visiva.

Se certamente, nel corso degli anni, a livello di cronaca e di dibattito critico la letteratura specialistica ha manifestato un’attenzione per queste trasformazioni, dal punto di vista storico resta ancora molto da documentare e indagare.

A distanza di trent’anni dalla rivoluzionaria introduzione del desktop publishing, appare importante acquisire alla storia il più lungo periodo di intersezioni, convergenze e tensioni prodotti dal contatto fra graphic design e innovazioni tecnologiche, e riconsiderare l’impatto che queste hanno avuto, operativamente e concettualmente, sulla elaborazione e fruizione della progettazione grafica così come sulla concezione stessa del ruolo del progettista e sulla cultura del design.

Il numero 8 di “AIS/Design. Storia e Ricerche” intende dunque affrontare la storia degli “anni del contatto”: il lungo periodo che, dal dopoguerra al nuovo millennio, ha visto intercorrere le relazioni descritte sopra fra graphic design e nuovi tecnologie e media, con un’attenzione ai nuovi ambiti di intervento e alle nuove tipologie di artefatti. L’obiettivo è raccogliere contributi originali che esaminino e discutano come le diverse tecnologie hanno rappresentato per il graphic design uno strumento, un medium e anche una idea e un motivo di ispirazione, in particolare considerando i seguenti aspetti e questioni:

– L’impatto dell’introduzione di tecnologie, media e dispositivi su ruoli, competenze e conoscenze del graphic design; come sono cambiati i flussi di lavoro, dentro e fuori lo studio grafico, gli strumenti di progettazione, e le modalità di progettazione, produzione, riproduzione e diffusione della comunicazione visiva;

– Il confronto dei graphic designer con nuovi ambiti progettuali e artefatti di comunicazione (web design, interaction design, game design, motion graphics);

– Storie di convergenze con settori tecnici e progettuali differenti ma anche storie di divergenze, di resistenza al cambiamento, fino al ritorno verso ruoli più tradizionali, al recupero di tecniche e media pre-digitali;

– Esperienze particolari di progettazione grafica per nuovi media e per diversi supporti, anche prendendo in esame strade rimaste interrotte a causa dell’accelerata o forzata obsolescenza tecnologica (es. i supporti di archiviazione e le opere di consultazione ipertestuale);

– Il modificarsi del linguaggio visivo, l’estetica e le questioni stilistiche legate all’utilizzo di nuove tecnologie e dispositivi;

– L’impatto delle nuove tecnologie sulla concezione e organizzazione della educazione dei graphic designer;

– Il dibattito teorico e il discorso critico (es. nelle riviste specializzate) e la letteratura elaborata sul graphic design e sul ruolo del graphic designer in relazione alla introduzione di nuovi media e tecnologie;

– Il ruolo della grafica nella comunicazione, verso pubblici diversi, delle tecnologiche elettroniche e digitali e nella costruzione di un immaginario attorno a tali innovazioni.

SCADENZE e CONTATTI

Tutte le proposte e i contributi saranno sottoposti a processo di referaggio anonimo (blind peer-review).
Le scadenze sono le seguenti:

• Entro 4 gennaio 2016: invio dell’abstract con la proposta di contributo (max. 300 parole, o 2000 battute); l’abstract, completo di titolo, deve essere accompagnato con 5 parole chiave e da una breve biografia (max. 150 parole, o 1000 battute);

• Entro 25 gennaio: comunicazione di interesse, da parte degli editor, per le proposte ricevute e della loro accettazione;

• Entro il 19 aprile: invio da parte degli autori della versione integrale del contributo, impostato secondo le norme redazionali della rivista e inclusivo di abstract, parole chiave, biografia dell’autore, immagini, didascalie (si veda sotto “Tipologie di contributi e preparazione dei materiali”); i contributi saranno soggetti a peer review;

• Entro il 31 maggio: comunicazione agli autori dell’esito della peer review, della eventuale accettazione del contributo e degli interventi necessari in vista della pubblicazione;

• Entro il 21 giugno: invio da parte degli autori della versione definitiva dei contributi per la pubblicazione.

Tutte le consegne devono pervenire entro le date indicate all’indirizzo email: editors@aisdesign.org e in cc: journal@aisdesign.org
Per domande e chiarimenti, è possibile contattare gli editor all’indirizzo: editors@aisdesign.org

TIPOLOGIE DI CONTRIBUTI e PREPARAZIONE DEI MATERIALI

I contributi proposti devono essere testi originali. Contributi che non rispondano agli obiettivi della rivista, che siano già stati presi in considerazione da altre pubblicazioni, che siano apparsi in riviste o libri in italiano o altre lingue, o che siano repliche, nelle parole o nel senso, di lavori già pubblicati, potranno essere rifiutati senza peer-review.

Sono previste le seguenti tipologie di contributi:

1. saggi (scritti caratterizzati da un taglio teorico, critico, e metodologico, volti all’approfondimento tematico, alla discussione e ri-lettura di argomenti storici di respiro generale) (max. 50.000 battute comprese note, riferimenti bibliografici e didascalie)

2. ricerche (scritti originali su specifici argomenti di carattere storico-analitico, basati sull’indagine condotta su fonti primarie e con risultati inediti sul piano storiografico) (max. 50.000 battute comprese note, riferimenti bibliografici e didascalie)

3. microstorie (scritti che si caratterizzano per la peculiarità e la novità del tema trattato, con un taglio analitico che privilegia storie circoscritte, inedite e poco divulgate o che attinge anche a settori ai confini della disciplina) (max. 30.000 battute comprese note, riferimenti bibliografici e didascalie)

Ciascun testo consegnato nella versione per la pubblicazione dovrà essere accompagnato da un abstract (max. 150 parole o 1000 battute) in italiano e in inglese, dall’indicazione di massimo 5 parole chiave, in italiano e inglese, relative sia ai temi sia agli autori trattati, e da una breve biografia (max 150 parole, o 1000 battute), in italiano e inglese.

Le norme redazionali da seguire nella preparazione dei testi sono disponibili dalla pagina https://docs.google.com/document/d/1RUAmW6cjgywsu0i4G8QkYRNC1lyv9DEYtq-l_uoc5dU/view.

Per l’apparato iconografico, ogni autore potrà fornire ca. 10 immagini libere da diritti o immagini per le quali abbia già ottenuto diritto di pubblicazione (sulla rivista online), accompagnate da didascalie complete con indicazione di eventuali crediti.

Questo articolo è stato pubblicato in AIS/Design Storia e Ricerche, Call for papers, news, Open

Maddalena Dalla Mura

Maddalena Dalla Mura svolge ricerca nei campi della grafica, della storia del design e degli studi museali. Laureata in conservazione dei beni culturali (2000), ha conseguito il dottorato in Scienze del design presso l’Università Iuav di Venezia nel 2010. Dal 2012 ha collaborato a vari progetti di ricerca presso la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, dove ha inoltre insegnato Linguaggi e teorie della comunicazione visiva. È associate editor di AIS/Design: Storia e Ricerche per il periodo 2014-2016.

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