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AIS/Design. STORIA E RICERCHE – n. 4 (Novembre 2014) Call

AIS/Design Storia e Ricerche n. 4
Italian Material Design: imparando dalla storia

a cura di G. Bosoni e M. Ferrara

Diversi contributi teorici (Bosoni e De Giorgi 1983; Branzi 1983, 1984, 1996; Antonelli 1995; Doveil, 2002)[1], analizzando la storia dei prodotti italiani, hanno evidenziato una particolare capacità del design italiano nell’applicare materiali e processi tecnologici. I modi di operare dei designer e spesso anche degli imprenditori italiani, la loro propensione a “immaginare” e “interpretare” i materiali generando innovazione sia linguistica sia d’uso, avrebbe conferito un particolare carattere al design delle produzioni italiane, tanto da aver definito un senso dei materiali rielaborati dalla ricerca del design italiano, che va oltre l’innovazione tecnologica.

Si è fatta avanti l’idea di una via italiana per l’innovazione tecnologica nell’ambito del design che si fonda sul sottile e storico dialogo tra tecnica ed estetica, sulla particolare attenzione dei progettisti per il valore comunicativo-simbolico dei materiali. Questa modalità progettuale avrebbe condotto alla generazione di manufatti che ancora oggi meravigliano per il loro spiazzante e sofisticato uso di materiali e di tecniche, oltre che all’elaborazione di idee che hanno scardinato le conoscenze consolidate introducendo elementi di discontinuità rispetto al pensiero corrente, anticipando aspirazioni sociali e assecondando il germogliare di nuovi stili di vita.

Questo “modo italiano” di fare innovazione, comunicata attraverso mostre, raffinati manufatti visivi e materiali teorici diffusi dai media, è divenuta luogo di una mitologia che ancora oggi sostiene l’immagine del design italiano, anche se negli ultimi decenni poche sono state le ricerche che hanno approfondito la questione cercando di comprendere le motivazioni di fondo o di sviluppare questa presunta peculiarità italiana.

CALL PER ARTICOLI

Il n. 4 della rivista online “Ais/Design. Storia e Ricerche” (uscita prevista in novembre 2014) si propone come occasione di confronto sul tema del rapporto fra materiali e design italiano.

L’obiettivo della call è comporre una raccolta di contributi originali su storie inedite o di riposizionamento di storie già note, che affrontino e documentino il tema esposto (la particolare attenzione del design italiano a materiali, tecnologie e processi produttivi) nelle sue molteplici storie – product, fashion, interior, visual, ecc. – focalizzando anche i modi con cui la comunicazione di design ha contribuito a costruire un mito di questa capacità. Pur concentrata sulla realtà italiana, la call sollecita anche contributi di tipo comparativo che mettano a confronto episodi ed esperienze straniere per meglio comprendere le specificità della vicenda italiana.

Gli autori potranno proporre contributi (saggi, ricerche, microstorie) che rispondano al tema della call prendendo spunto dalle seguenti domande:

– Quali sono state le dinamiche creative e innovative nel rapporto materiali-design-produzione in Italia? Quali i momenti salienti, gli attori e soprattutto le storie poco note o non ancora svelate e i flop tecnici?

– Quali storie di innovazione e produzione di materiali emergono dalla storia politico-economica e da quella della tecnica, delle imprese e dei brevetti e in che modo possono essere lette nel quadro della cultura del design in Italia? Che ruolo hanno avuto le condizioni createsi in alcuni momenti storici? Quali nuove ricostruzioni del Material design italiano emergono dallo studio di mostre, collezioni e di fondi archivistici?

– In che modo il design italiano ha contribuito a costruire, diffondere e mettere in discussione l’identità di materiali e tecnologie? In che modo materiali e processi produttivi sono stati interpretati definendo vita/identità/immagine dei prodotti? Quali tensioni e contraddizioni rivelano le vicende del design italiano rispetto alla cultura dei materiali?

– Quali sono i caratteri fondativi della cultura italiana del Material Design?

– Questa presunta peculiarità del design italiano corrisponde a realtà, oppure è un mito perché la competenza nell’applicazione dei materiali è intrinseca al know-how del designer in ogni contesto? Quali i rapporti con le teorie e le storie internazionali del design?

– Se è una capacità tipicamente italiana, a cosa è dovuta? Quali sono le ragioni di fondo che ne hanno permesso lo sviluppo? Che ruolo hanno avuto cultura materiale, tradizione dei mestieri, rapporti con le arti, condizioni di contesto e prassi del fare?

– Quale ruolo ha avuto il visual e l’exhibit design nella creazione di un mito italiano del Material Design? Quali mostre e musei (arte, arti applicate, scienza e tecnologia, patrimonio industriale, moda, architettura ecc.) si sono occupati del design italiano dei materiali e quali narrazioni/rappresentazioni ne sono emerse?

– In che modo il design italiano ha contribuito a stimolare nel design internazionale una spiccata attenzione alle caratteristiche dei materiali e alla loro interpretazione?
Saranno particolarmente gradite le proposte che documentano con fonti d’archivio e materiali inediti le vicende storiche poco note e studiate.

Il focus cronologico per i contributi sarà tutto il Novecento; potranno tuttavia essere presi in considerazione anche contributi che estendano lo sguardo oltre questo termine.
Per le recensioni, gli autori potranno proporre recensioni di libri pertinenti con il tema del numero di “Ais/Design. Storia e Ricerche” nonché recensioni di mostre recenti che si siano occupate di storia del design italiano.

SCADENZE E CONTATTI

I testi integrali devono pervenire entro e non oltre il 25 luglio 2014 all’indirizzo email: journal@aisdesign.org e in cc a: caporedattore@aisdesign.org

I testi saranno sottoposti a blind review e gli autori saranno informati dell’eventuale accettazione entro il 25 agosto 2014. Gli autori dei testi accettati dovranno fornire la versione definitiva per la pubblicazione entro l’1 ottobre 2014.

Per discutere eventuali proposte e per maggiori informazioni, contattare Marinella Ferrara e Giampiero Bosoni scrivendo a: giampiero.bosoni@polimi.it e marinella.ferrara@polimi.it

TIPOLOGIE DI CONTRIBUTI E PREPARAZIONE DEI MATERIALI

I contributi proposti devono essere testi originali. Non si terranno in considerazione ricerche già prese in considerazione per altre pubblicazioni in riviste o libri in versione italiana, inglese o in altre lingue o che siano repliche di lavori già pubblicati.

I testi si dividono in cinque tipologie:

1. saggi (scritti caratterizzati da un taglio teorico, critico, e metodologico, volti all’approfondimento tematico, alla discussione e ri-lettura di argomenti storici di respiro generale) [20-30.000 battute]

2. ricerche (scritti originali su specifici argomenti di carattere storico-analitico, basati sull’indagine condotta su fonti primarie e con risultati inediti sul piano storiografico) [20-30.000 battute]

3. microstorie (scritti che si caratterizzano per la peculiarità e la novità del tema trattato, con un taglio analitico che privilegia storie circoscritte, inedite e poco divulgate o che attinge anche a settori ai confini della disciplina) [10-15.000 battute]

4. recensioni (di mostre, volumi, eventi di rilievo ecc.) [5-10.000 battute]

5. news (breve segnalazione di mostre o eventi, pubblicazione di libri, aperture istituzionali, ecc.) che saranno pubblicate nella parte del sito relativo all’Associazione.
Ciascun testo dovrà essere corredato da un breve abstract di un massimo di 600 battute, in italiano e in inglese (per un totale di 1200 battute), dall’indicazione di massimo 5 parole chiave, in italiano e inglese, relative sia ai temi sia agli autori trattati, e da una breve nota biografica di un massimo di 800 battute, in italiano e inglese (per un totale di 1600 battute).

Per quanto riguarda l’apparato iconografico, gli autori/autrici dovranno fornire immagini libere da diritti o immagini per le quali abbiano già ottenuto diritto di pubblicazione (sulla rivista online), accompagnate da didascalie complete con indicazione di eventuali crediti. Le immagini, in formato jpg dovranno avere risoluzione minima di 580×700 pixel.

Per maggiori dettagli sulle tipologie di contributi (saggi, ricerche, microstorie, recensioni, news), per le norme redazionali, la preparazione dei testi e delle immagini, si vedano le istruzioni (in Italiano) alla pagina: http://www.aisdesign.org/aisd/rivista#call

[1] Bosoni G., M. De Giorgi, 1983 (a cura di), Il disegno dei materiali industriali/ The materials of design, 14, C.I.P.I.A. /Electa, Milano; A. Branzi, A., 1983, Merce e Metropoli, Epos, Palermo; Branzi, A.,1984, La casa calda, Idea Books, Milan; Branzi, A., 1996, Il design italiano 1964-1990, Electa, Milano; Antonelli, P., 1995, Mutant Materials in Contemporary Design, MoMA, New York; Doveil, F., 2002, iMade: l’innovazione materiale nell’industria italiana dell’arredamento, Federlegno Arredo, Milano.

[2] Bosoni G., M. De Giorgi, 1983 (eds.), Il disegno dei materiali industriali/ The materials of design, 14, C.I.P.I.A. /Electa, Milan; A. Branzi, A., 1983, Merce e Metropoli, Epos, Palermo; Branzi, A.,1984, La casa calda, Idea Books, Milan; Branzi, A., 1996, Il design italiano 1964-1990, Electa, Milan; Antonelli, P., 1995, Mutant Materials in Contemporary Design, MoMA, New York; Doveil, F., 2002, iMade: l’innovazione materiale nell’industria italiana dell’arredamento, Federlegno Arredo, Milano.

Questo articolo è stato pubblicato in news

Daniele Savasta

Dottorando in Scienze del Design all’Università Iuav di Venezia. Ha conseguito le due lauree, di primo e secondo livello, in design all’Università di Palermo e all’Iuav. Conduce principalmente ricerche sul comportamento de e tra le persone nello spazio reale e virtuale e nei loro interstizi.
Ha tenuto workshop presso l’Izmir University of Economics e l’Iuav ed è stato assistente in numerosi corsi di progettazione presso l’Iuav, il Politecnico di Milano e l’Università di Palermo.

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