Warning: Parameter 2 to qtranxf_postsFilter() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.aisdesign.org/home/aisd/wp-includes/class-wp-hook.php on line 286

ID:

Linee guida per il seminario sulla formazione

A/I/S/Design / Convegno 2011: Il design e la sua storia

Quella dello storico del design è una figura culturale e professionale nuova, emersa alla fine di un lungo processo storico che ha portato il design a imporsi come campo professionale, settore disciplinare, struttura didattica a livello universitario e, non ultimo, reperto museale catalogato fra i beni culturali.
Questo sviluppo del design, durato circa un secolo e mezzo, è stato accompagnato fin dall’inizio da una riflessione di natura critica, da analisi tendenti a definire i caratteri formali e funzionali degli oggetti, da tentativi di sistemazione teorica della materia. Si è trattato di un intenso lavorio di catalogazione, classificazione e definizione storica degli oggetti prodotti in quantità crescente dall’industria, che è rimasto a lungo confinato ai commenti introduttivi e alle recensioni delle mostre specializzate, e che solo a partire dai lavori di Pevsner e di Giedion, collocati fra gli anni Trenta e gli anni Quaranta del XX secolo, ha preso a organizzarsi intorno a un primo progetto di storicizzazione sistematica, fino a comporsi, nella seconda metà del secolo scorso, in una figura culturale sempre più definita, e approdata nel presente alla sua configurazione disciplinare nell’ambito di una cattedra universitaria.
La legittimazione culturale della figura dello storico del design presenta però tuttora molti aspetti da chiarire, e fra essi quello della formazione appare il più incerto.

Il dato di fatto da cui occorre partire è che non esiste in alcuna università italiana un corso di laurea specificamente dedicato alla storia del design. La provenienza degli attuali storici va ricercata in massima parte nelle facoltà di architettura e in rarissimi casi in quelle di lettere e filosofia. Nessuna di queste facoltà rilascia però una laurea in storia del design, e nessuna propone dei corsi di laurea o degli indirizzi specifici in questa materia.
Ciò ha risvolti molto negativi per la figura professionale degli storici del design, che rimane incerta anche rispetto ai sbocchi lavorativi (per esempio: con quale criterio essi vengono selezionati nei concorsi a cattedra, nell’affidamento di corsi a contratto o nei concorsi come curatore di musei specializzati?). Inoltre, se si pensa che i corsi di storia del design sono istituiti esclusivamente nelle facoltà di architettura, mentre sono del tutto assenti altrove, si potrà comprendere la difficoltà di individuare una collocazione precisa di questa figura nell’ambito della costruzione e della comunicazione di un sapere in grado di dar conto della realtà del nostro presente.

Ancor più negative sono le conseguenze di tale situazione per la figura culturale dello storico del design. Nessuno infatti attualmente sa dire che tipo di curriculum studiorum sia necessario per arrivare a una laurea in storia del design. I fondamenti teorici e metodologici che finora hanno sorretto lo storico del design nel suo lavoro sono in gran parte desunti dalla tradizione della storia dell’arte o dagli esempi provenienti dalla storia dell’architettura. Pietre di paragone illustri, ma non in grado di affrontare la peculiarità della materia.
Inutile precisare che questa incertezza si traduce poi in una didattica che denuncia i medesimi problemi, le stesse lacune, altrettante contraddizioni e una pari disomogeneità.
Compito primario dell’Associazione dovrebbe dunque essere quello di elaborare un progetto culturale capace di definire la matrice formativa dello storico (quale facoltà dovrà laurearlo? Architettura o lettere?), individuare le conoscenze indispensabili al suo lavoro (quale curriculum di studi?), mettere a punto le eventuali ramificazioni del corso di studi in specializzazioni diversificate (il progetto, la produzione, il consumo, l’estetica, l’impatto sociale, la tecnologia), classificare i modelli narrativi della materia (catalogazione, ricostruzione storica, analisi critica).

Punto di partenza dovrebbe essere una riflessione approfondita sull’oggetto di design: non opera d’arte, non struttura architettonica, ma prodotto industriale o artefatto caratterizzato da utilità e funzionalità, inserito in una dinamica catena di eventi (progetto-produzione-prodotto-merce-consumo-presenza estetica-bene culturale), soggetto a continue e persistenti oscillazioni economiche, sociali e culturali. La figura dello storico del design è di necessità modellata su questi caratteri fondativi della sua materia, e da essi dovrà prendere spunto per definire la propria identità.

Questo articolo è stato pubblicato in Preparazione al primo convegno

Maurizio Vitta

Docente di Storia delle Arti, dell’Architettura e del Design presso il Politecnico di Milano. Ha insegnato Storia del design e delle Arti applicate all’Accademia di Brera, Teoria della comunicazione visiva all’ISIA di Urbino e Storia dell’arte e della Comunicazione visiva presso la NABA di Milano. Tra le sue principali pubblicazioni: “Dell’abitare. Corpi spazi oggetti immagini”, (2008); “Il paesaggio. Una storia tra natura e architettura”, (2005); “Storia del design grafico”, (2003) con D. Baroni; “Il progetto della bellezza”, (2001).

I commenti sono chiusi.