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La cucina. Storia culturale di un luogo domestico


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di Imma Forino

Se è vero che da puro nutrimento il cibo si è presto trasformato in complessa e raffinata operazione che convoca gusti e intelligenze per assurgere allo status d’imprescindibile «linguaggio», il luogo domestico a esso dedicato, in adesione al codice culturale percepito come egemone, viene a rivestire un ruolo di non comune interesse. Dalla scoperta del fuoco in epoca preistorica fino alle modernissime realizzazioni della tecnologia e della domotica, queste pagine ne seguono l’evoluzione privilegiando lo studio dell’architettura e del design su scala europea e nordamericana e verificandolo nella lunga durata, negli studi sociologici, antropologici e di genere, nei riflessi letterari e cinematografici, nello sviluppo sorprendente del gusto e dei suoi artefici attraverso i secoli. È un perfetto microcosmo, lo spazio che chiamiamo cucina, contesto sempre in bilico tra stabilità e cambiamenti la cui vicenda, qui raccontata con ricchezza di fonti e affabilità narrativa, si intreccia significativamente alla storia delle gerarchie sociali e familiari, ai ruoli definiti e alla loro eloquente messa in discussione.

«Prendendo in considerazione la cucina dell’abitazione quale luogo in cui si materializza l‘éloge du quotidien – dal titolo del noto testo di Tzvetan Todorov -, il libro non indaga la cucina di tutti gli esseri umani né solo quella di pochi eletti, ma cerca di tracciare una storia del suo progetto in area occidentale, raccontandone i momenti apicali come le invarianti nel corso dei secoli. Organizzata cronologicamente e per paradigmi culturali, la struttura narrativa connette contributi provenienti dall’architettura, dal design e dalle arti visive a quelli derivati dalla storia sociale e del pensiero manageriale, dalla storia dell’alimentazione e dalla letteratura gastronomica, per delineare immagini e stereotipi culturali della “mentalità di un’epoca” ovvero i suoi costumi sociali, economici, alimentari. Apporti differenti corroborano la decodificazione fenomenologica di questo tòpos domestico dalle molte sfaccettature, in cui la “vita quotidiana” si srotola nel tempo, attraverso il rapporto apparentemente banale fra persone, spazi e oggetti. Infine ogni società, ogni epoca, ogni geografia ha la propria cucina da narrare, soprattutto nel privilegiato rapporto “ordinario” con la vita. Ciascuna rappresenta un’affascinante microstoria: giustapposta o cucita alle altre, simboleggia il piú ampio racconto antropico, in cui siamo emotivamente quanto culturalmente coinvolti».

La cucina

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Chiara Lecce

Chiara Lecce received her MA in Interior Design (2008) and her PhD in Interior Architecture & Exhibition Design (2013; with the thesis: “Living Interiors in the Digital Age: the Smart Home”) from the Politecnico di Milano. Since 2008 she has been engaged in teaching activities, in History of Design classes and Interior Design studio, at the Design School of the Politecnico di Milano, collaborating with professors Giampiero Bosoni and Ico Migliore. Since 2013 she has been managing editor of the scientific journal PAD (Pages on Arts and Design) and member of AIS/Design (Italian Association of Design Historians). She is the author of several articles featured in various design journals. She is currently research fellow and lecturer at the Design Department of the Politecnico di Milano, with a focus on exhibition design history and methodologies. In 2016 she was a tutor within the H2020 European project “Design for Enterprises”. Since 2009 she has been collaborating with the Franco Albini Foundation and with other Italian design archives, while continuing to work as a freelance interior designer.

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