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Il design dei Castiglioni. Ricerca \ Sperimentazione \ Metodo 

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Pordenone \ Galleria Harry Bertoia \ 25.01.2019 > 17.03.2019 

Promossa da Unindustria Pordenone in collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni e il Comune di Pordenone, la mostra abbraccia, per la prima volta con un unico sguardo, l’attività creativa dei tre fratelli Castiglioni, Livio (1911-1979), Pier Giacomo (1913-1968) e Achille (1918-2002), mettendone in luce la strettissima corrispondenza operativa e culturale e la capacità collaborativa che ha reso il loro lavoro un unicum nel panorama del design italiano. 

Con l’aiuto dei materiali d’archivio conservati presso la Fondazione Achille Castiglioni di Milano la mostra presenta a Pordenone, negli spazi della Galleria Harry Bertoia, la prolifica attività progettuale dei Castiglioni attraverso disegni, prototipi e oggetti (realizzati nell’arco di oltre mezzo secolo, dal 1940 al 2000) evidenziandone il ruolo di pionieri nella costruzione dell’identità del design italiano e della professione di designer. 

Il sottotitolo – ricerca, sperimentazione e metodo – vuole evidenziare la possibilità di riattivare il valore e l’attualità del modo dei Castiglioni di concepire la qualità estetica, la funzionalità e il modo d’uso dei prodotti (molti dei quali ancora in produzione), indicando come il loro lavoro sia ancor oggi ricco di insegnamenti per le nuove generazioni e denso di interesse per il pubblico. 

Il percorso espositivo illustra gli intrecci collaborativi tra i fratelli a partire dagli esordi con i progetti per le innovative radio Phonola degli anni ’40 e poi Brionvega (anni ’60), evidenzia il valore seminale di alcune occasioni progettuali (Villa Olmo, 1957 e Splügen, 1960), esplora il mondo della luce e dell’illuminazione dal 1949 al 1989, confrontandole con le parallele sperimentazioni illuminotecniche e elettro-acustiche di Livio. 

L’approccio innovativo alle nuove tecnologie domestiche viene messo a confronto con la passione e la ricerca sul design “anonimo”, con l’addomesticata funzionalità e l’ironia del design degli oggetti d’arredo e per la casa, in percorso di esplorazione in cui il visitatore è accompagnato da approfondimenti scritti, prototipi, materiali fotografici d’epoca e disegni di progetto originali.

La mostra, curata da Dario Scodeller, storico del design, in collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni e progettata da Marco Marzini, con progetto grafico di Sebastiano Girardi Studio, è accompagnata dalla pubblicazione di un volume edito da Corraini ricco di approfondimenti e materiali illustrativi, con testi di: Dario Scodeller, Fiorella Bulegato, Elena Brigi e Daniele Vincenzi, Alberto Bassi, Alessandra Acocella, Piero Castiglioni, Giorgina Castiglioni, Caro Castiglioni.

La Fondazione Achille Castiglioni si unisce in questa iniziativa con lo Studio dell’architetto Piero Castiglioni, che conserva i materiali d’archivio di Livio e con lo Studio dell’architetto Giorgina Castiglioni, conservatrice della memoria storica di Pier Giacomo. 

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Chiara Lecce

Chiara Lecce received her MA in Interior Design (2008) and her PhD in Interior Architecture & Exhibition Design (2013; with the thesis: “Living Interiors in the Digital Age: the Smart Home”) from the Politecnico di Milano. Since 2008 she has been engaged in teaching activities, in History of Design classes and Interior Design studio, at the Design School of the Politecnico di Milano, collaborating with professors Giampiero Bosoni and Ico Migliore. Since 2013 she has been managing editor of the scientific journal PAD (Pages on Arts and Design) and member of AIS/Design (Italian Association of Design Historians). She is the author of several articles featured in various design journals. She is currently research fellow and lecturer at the Design Department of the Politecnico di Milano, with a focus on exhibition design history and methodologies. In 2016 she was a tutor within the H2020 European project “Design for Enterprises”. Since 2009 she has been collaborating with the Franco Albini Foundation and with other Italian design archives, while continuing to work as a freelance interior designer.

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