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ID:

Nel
 mito 
del 
made 
in 
Italy

Il
 contributo 
della
 storia
 del 
design
 alla 
costruzione
 dell’identità
 nazionale.


Il 
2011 
sarà 
la 
ricorrenza 
del 
centocinquantesimo
 anniversario 
della
 nascita
 dell’Italia
 come
 nazione.

L’occasione
 a 
mio 
parere
 va 
attentamente
 considerata,
 sia
 perché 
sarà 
un 
palcoscenico
 di 
visibilità
 importante,
 sia 
perché
 ci 
può 
offrire
 uno
 spunto 
di 
riflessione
 forse 
non 
banale 
per
 il
 tema 
del 
nostro 
convegno.
 Io
 credo 
che
 questo
 ci
 aiuterebbe
 anche
 a 
uscire 
dal 
dubbio 
se 
organizzare 
un 
convegno
 di
 analisi
 storiografica,
 uno 
di
 analisi
 di
 modelli
 o 
uno 
diciamo 
così 
ontologico.
 Se
 non
 partiamo 
da 
questioni 
generali,
 ma
 da 
un 
tema
 specifico, 
potremmo 
forse
 far
 convergere 
su 
quel 
tema
 tutti
 i 
punti 
di 
vista.


La 
mia 
proposta
 è 
di
 lavorare 
sull’idea
 del 
rapporto
 fra
 storia
 (o 
storie) 
del
 design
 e 
formazione 
dell’identità
 nazionale. 
Questo
 tema
 ci 
permetterebbe 
di tenere 
insieme,
 in
 diverse
 sezioni
 del 
convegno, 
tutti
 gli
 approcci
 sopra
citati,
 di
 analizzare 
e 
discutere 
i 
diversi
 testi
 dei 
vari 
autori 
 e 
le 
loro 
metodologie,
 di 
capire
 come 
si 
è 
formato
 il 
mito
 del 
made
 in 
Italy 
e 
molto 
altro 
ancora, 
compreso 
uno
 sguardo 
a 
livello
 internazionale.



Questo 
taglio
 potrebbe
 anche
 rispondere
 a 
una 
giusta 
preoccupazione 
espressa 
da
 Daniele:
 a
 chi 
ci 
rivolgiamo? 
Fermo 
restando
 che 
a 
mio 
parere
 una 
iniziativa 
di
 questo
 genere
 –
soprattutto
 perché
 è 
la 
prima
– 
ha 
ancora
 la
 funzione
 di 
farci
 conoscere
 e 
di 
accreditarci 
presso
 la 
comunità 
universitaria, 
culturale
 e 
editoriale
 del 
design
 italiano
 e 
presso
 le 
altre 
associazioni
 o
 istituzioni
 italiane
 e 
straniere,
 questo 
tema 
ci 
permetterebbe
 anche
 di 
allargare 
un 
po’
 lo
 spettro
 degli
 interlocutori: 
storici
 di
 campi 
limitrofi,
 se 
non
 studenti
 almeno
 dottorandi,
 forse
 un pubblico 
più 
allargato 
e 
interessato 
alla 
storia 
d’Italia
 tout 
court 
(e 
alla 
ricorrenza).



Ecco 
qui 
alcuni 
punti
 che 
aggregano 
pensieri 
sparsi,
 che 
però
 cominciano
 a 
delineare
 possibili
 sezioni,
 argomenti
 e
 sottoargomenti.



  • Storia
 del 
design: 
una 
storia 
nazionale?
 

    Si 
può
 allora
 parlare 
di
 storie
 e 
identità 
nazionali
 per 
il 
design 
(sia
 del
 prodotto
 che
 della
 comunicazione),
 come 
hanno 
fatto
 molti 
degli
 autori
 che
 hanno 
trattato 
il
 tema? 
(Pensiamo
 alla
 suddivisione 
in 
aree
 nazionali
 di 
una 
ricerca
 come
 quella
 edita
 da
 Electa 
in 
tre 
volumi).

 Il 
problema 
della
 “geografia”
 della
 storia 
e 
della 
“geografia”
 del
 design

 Critica 
ai 
modelli
 anglocentrici 
e 
nascita 
delle
 storiografie
 autoctone.
 


    In 
questa 
sezione 
si 
potrebbe 
affrontare
 il
 tema
 posto
 da
 Enrico
 sull’approccio
 italiano
 alla
 storia 
del 
design
 (grandi
 racconti
 di 
tipo 
sintetico
 e 
non 
storie 
di 
fatti)
 che 
a
 mio
 parere 
ha 
contribuito
 a 
determinare
 una 
visione
 “mitica”
 e 
non 
storica
 del 
fenomeno 
italiano
 (vedi 
punto
 2).


 Potrebbero
 essere
 invitati
 anche 
ospiti 
stranieri
 che 
hanno
 sviluppato 
questi 
temi
 (molti
 ne 
conosciamo 
personalmente
 e
 quindi 
possiamo
 facilmente
 invitarli). 
Negli
 ultimi
 anni
 sono 
usciti
 numerosi
 contributi,
 soprattutto
 nell’area
 dell’America
 Latina,
che 
permettono
 di 
riflettere 
molto
 bene 
sulle 
differenze.

  • 
 




  • La 
storia
 del 
design 
e 
la 
costruzione 
del 
mito
 del
 made 
in 
Italy


    La 
storia 
del 
design 
italiano 
è 
stata 
fortemente 
segnata 
dalle
 particolari 
vicende
 progettuali, 
produttive 
e 
del 
mercato 
del 
“made 
in 
Italy”.

 Ruolo
 della
 storia
 nella 
costruzione 
dell’immagine 
del 
made 
in 
Italy.

 La 
storia 
del 
design
 e 
le
 altre
 storie
 (dell’arte, 
dell’architettura, 
dell’impresa 
ecc.).
 Il 
contributo
 delle
 riviste.

 L’autorappresentazione 
come 
storia.
 Le 
mostre 
sul 
design
 italiano 
come
 storia.

 I
 luoghi 
della
 memoria: 
archivi, 
musei,
 musei
 d’impresa.
 Unità
 e 
frammentazione.
 La
 rinuncia 
al 
Museo 
del 
design
 come
 fallimento 
della
 storia
 del 
design 
italiano?
 In 
questa 
sezione 
si 
potrebbe 
affrontare
 anche 
il 
tema
 posto 
da 
Maurizio,
 analizzando 
i 
diversi
 modelli 
che
 hanno
 concretamente 
partecipato
 a 
questa
 costruzione 
mitica 
(storia 
“vasariana”,
 storia
 alla
 Gregotti, 
monografie
 di 
autori 
e
 di
 aziende)
 anche 
come
 spunto 
per ridefinire 
l’approccio
 alla 
storia
 del
 design. 


  • Il 
design 
italiano 
fuori
 dell’Italia
.

    È 
evidente
 che
 studiosi,
 media
 e 
musei 
in 
tutto
 il 
mondo
 hanno 
avuto
 un 
ruolo
 importante 
non 
solo 
nella 
divulgazione
 del 
mito 
del 
design
 italiano, ma 
anche
 nello
 studio
 delle 
vicende
 nazionali. 
Mi 
pare 
interessante 
provare
 a 
vedere 
la
 storia
 del
 design 
italiano 
nelle 
storie
 del
 design
 straniere.
 Come 
gli
 stranieri
 vedono 
il 
design
 italiano:
 le 
riviste, 
i 
libri, 
le 
mostre.
    Iniziative
 sul
 design 
fuori
 dell’Italia
.

  • Questo articolo è stato pubblicato in Preparazione al primo convegno

    Raimonda Riccini

    Raimonda Riccini is a Full Professor at the Università Iuav di Venezia, where she also coordinates the PhD program in Design Sciences and the Design & Museology research group. She is a co-founder and current President of the Italian Association of Design Historians (AIS/Design) and since 2013 she has been editor-in-chief of the online journal “AIS/Design. Storia e Ricerche”. In 2013 she promoted the first Italian Forum of PhD programs in Design. She has published extensively on the history of design. Her recent publications include: “Artificio e trasparenza: Il corpo sulla scena degli oggetti”, in Il corpo umano sulla scena del design (ed. M. Ciammaichella, Il Poligrafo 2015); “Il progetto senza storia? Le scienze umane nella didattica delle scuole di design”, in Storia hic et nunc: La formazione dello storico del design (eds. P.P. Peruccio and D. Russo, Allemandi 2015); “‘Let’s not forget the kitchen’: How design has transformed the domestic hearth”, in Kitchens & Invaders (ed. G. Celant, Electa 2015); Design e immaginario. Oggetti, immagini e visioni fra rappresentazione e progetto (co-editor with P. Proverbio, Il Poligrafo 2016) and the proceedings of the 2016 AIS/Design conference Angelica e Bradamante. Le donne del design (Il Poligrafo 2017).

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