Il design: la storia, le storie.

Si tratterebbe in sostanza non certo di risolvere, ma almeno di definire la questione dell’approccio al tema del design: concentrarsi esclusivamente sull’oggetto? fare “storia” alla Vasari (con tutti gli equivoci prodotti dal modello della storia dell’arte)? porsi nell’ottica della produzione o di quella del consumo? limitarsi alle monografie sugli autori, sulle aziende, sui prodotti? dilatare l’orizzonte fino a comprendervi le altre forze culturali in gioco (le forme, i gusti, le tendenze, i paralleli sviluppi della cultura)? e così via.

Da un dibattito del genere potrebbe venir fuori quanto meno una mappa della storiografia del design, dalla quale partire per future e più specifiche analisi.
La discussione, naturalmente, è aperta.

Il design fra la storia e le storie / Design between the history and stories.

Tradizionalmente, l’approccio italiano alla disciplina ha privilegiato i grandi racconti della Storia, alla ricerca di sistemi interpretativi di tipo sintetico, nei quali la forza di un pensiero critico (non di rado ideologico) si è assunta il compito di contenere e risolvere le contraddizioni di una disciplina ancora fluida e in via di definizione.

Un tale atteggiamento credo si possa spiegare con il relativo ritardo con cui il design stesso si è consolidato nella cultura sociale e industriale del nostro paese.

L’Italia arriva al design quando Germania, Inghilterra, Stati Uniti (e in qualche modo la Francia) hanno già ‘scritto’ racconti fondativi, teorie metodologiche, approcci operativi.

Il design italiano si definisce da subito in maniera critica e dialettica con le grandi tradizioni straniere e alla critica spetta il compito di conciliare l’eterodosso percorso italiano con le ortodossie della teoria critica, specialmente di stampo tedesco.

Una tale situazione ha condizionato lo sviluppo degli studi di storia del design italiano verso i grandi orizzonti della Storia, trascurando invece il multiforme racconto delle molte storie particolari.

A differenza dell’approccio anglosassone, manca nella panoramica degli studi italiani di storia del design un corpus consistente di storie specifiche, di analisi di casi particolari, di biografie esemplari. Materiali al contrario necessari per scrivere storie di fatti e, con questi, rivedere o correggere i grandi racconti della Storia.