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Archivi tra storia e futuro

casva_archivi_lombardia Il volume, curato da Graziella Leyla Ciagà ed edito dal CASVA, costituisce l’aggiornamento e l’integrazione del primo censimento degli archivi di architettura lombardi avviato nei primi anni del 2000 grazie alla collaborazione tra Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, Centro Alti Studi Arti Visive del Comune di Milano (CASVA) e Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano. Inserita in un progetto nazionale, questa prima schedatura dei complessi archivistici presenti in territorio regionale – che ha avuto come esito una prima pubblicazione nel 2003 – ha posto le basi per una metodologia di lavoro condivisa e per un approccio sistematico fino ad allora non applicato al ricco patrimonio di fonti per lo studio dell’architettura lombarda tra Ottocento e Novecento.

Portando avanti queste premesse, la nuova edizione del censimento, come espressamente enunciato dal titolo del volume, allarga la mappatura agli archivi di design e di grafica e definisce con più precisione l’arco cronologico in esame (dai progettisti operanti nella Lombardia post-unitaria alla generazione nata attorno agli anni cinquanta del Novecento), secondo una concezione della ‘cultura del progetto’ legata alla specificità produttiva dell’area milanese e lombarda. Gli ambiti disciplinari toccati dalla schedatura sono infatti molteplici: dall’architettura alle arti applicate, intese come ‘preistoria’ del moderno design, dalla comunicazione visiva al disegno industriale. Oltre a essere un indispensabile strumento per la conservazione e la tutela di un patrimonio documentario soggetto a facile dispersione, il censimento rappresenta un importante supporto alla ricerca storica che, riversato e aggiornato nei portali informatici della Soprintendenza Archivistica, costituirà una piattaforma di ‘interconnessione’ tra un pubblico interessato alla cultura del progetto e realtà, sia pubbliche che private, depositarie della sua conservazione e memoria.

Come ha evidenziato Graziella Leyla Ciagà, i risultati di questo secondo censimento hanno restituito un panorama molto più vivace e dinamico rispetto alla prima edizione, dovuto soprattutto a “un impegno crescente da parte di soggetti istituzionali, ma anche di privati, per attirare nuove modalità di valorizzazione e di fruizione” (p. 13) che aprano le porte a un pubblico sempre più ampio, secondo l’idea di archivio come ‘attivatore’ di conoscenze e stimoli utili per il presente, più che come ‘contenitore’ di progetti e documenti legati a un passato ormai ‘museificato’. Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie digitali e dal web giocano ovviamente un ruolo fondamentale nella creazione di una rete di informazioni e conoscenze sempre più accessibili e condivise: il progetto prevede infatti che le schede degli archivi censiti nella pubblicazione vadano ad aggiornare e integrare i dati già consultabili sul sito del SIUSA (Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche; http://siusa.archivi.beniculturali.it) e sul nuovo portale del SAN (Servizio Archivistico Nazionale) dedicato in modo specifico agli Archivi degli architetti (http://architetti.san.beniculturali.it).

Oltre a porre in luce la rilevanza dei singoli complessi archivistici presenti in Lombardia, descritti in base a un elenco di voci essenziali ma esaustive (biografia e riferimenti bibliografici sul progettista, consistenza, stato di conservazione e di ordinamento, soggetto conservatore e condizioni di accesso), il volume fornisce spunti per una riflessione più generale. Ribadendo infatti l’importanza dell’archivio fisico come forma di conservazione e di memoria, ma anche del suo corrispettivo ‘immateriale’, cioè digitalizzato e informatizzato, come forma di diffusione “democratica” della conoscenza, intende guardare al passato in termini di cultural heritage, cioè come ha sottolineato Fulvio Irace, “proiettarlo in una dimensione attiva, di accrescimento e di valorizzazione in aperta collaborazione con il presente e con il futuro” (p. 9).
  


 

Dati

Ciagà, G. L. (a cura di). (2012). Gli archivi di architettura, design e grafica in Lombardia. Censimento delle fonti. Milano: CASVA.

Questo articolo è stato pubblicato in AIS/Design Storia e Ricerche, numero 1 marzo 2013

Chiara Mari

Dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, dal 2009 è impegnata nella ricerca e nella didattica universitaria presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia. Attualmente sta svolgendo un progetto di ricerca post-dottorato presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. I suoi contributi di studio hanno riguardato aspetti della ricerca artistica italiana sia dell’Ottocento che del Novecento, in modo particolare l’illustrazione e la caricatura nella Milano della seconda metà dell’Ottocento, i dibattiti critici sulla scultura monumentale e sul rapporto tra arti decorative e architettura tra anni venti e quaranta del Novecento, gli sconfinamenti tra media e discipline e l’apertura dell’arte allo “spazio sociale” tra anni sessanta e anni settanta, il dialogo tra arti visive e medium televisivo.

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